|
|
 |
| EUNOMIA - E-magazine dell'Associazione |
|
pag 1 di 3
Pagine:
1
2
3
|
| Gli incarichi dirigenziali nello Stato dopo la legge 145/2002 |
Dicembre 2002
di Carlo D’Orta Capo Dipartimento della Funzione Pubblica |
| La disciplina sulla dirigenza pubblica, è riscritta dalla legge n. 145/2002 secondo un sistema binario provvedimento-contratto: il primo mantiene le caratteristiche di atto pubblicistico; il secondo quelle di una negoziazione bilaterale.
Se da un lato tale sistema di attribuzione di incarichi, può apparire una negazione delle riforme in senso privatistico dei rapporti di lavoro pubblici, dall’altro è sostanzialmente un atto di riordino e riorganizzazione di confini ed ambiti.
Tra assetti istituzionali e strumenti strategici di esercizio; tra costruzioni normative e definizioni operative ed efficaci delle funzioni dirigenziali, dal decreto n. 29 del 1993, fino alla “privatizzazione” e “contrattualizzazione” del mercato del lavoro.
|
|
| Per un’etica della formazione: l’esperienza del Progetto Ripam |
Dicembre 2002
di Rosario Maiorano Presidente Associazione Reteripam |
| Il processo di riforma della Pubblica Amministrazione, e delle modalità di organizzazione del lavoro pubblico, postula l’esistenza di una classe di “operatori” della PA, che ne conoscano le procedure, le prassi e le urgenze, e che ne condividano gli obiettivi innovativi.
In questo senso la formazione si colloca alla base di tale percorso, e si rende necessaria con il rapido trasformarsi di tecnologie, scenari istituzionali e metodologie di lavoro, garantendo la professionalità e la specializzazione delle risorse umane.
In questo contesto, il Progetto Ripam, grazie alla continua progettazione e sperimentazione di percorsi formativi e selettivi, ha funzionato come punto di equilibrio per le Amministrazioni, tra domanda ed offerta di lavoro qualificato, ed ha concorso ad un processo di riforma della PA “dal basso”, operato in prima linea.
|
|
| Il Commissariamento nei Comuni |
Dicembre 2002
di Giovanni Balsamo Prefetto, Direttore Centrale per le Autonomie presso il ministero dell’Interno |
| La nomina del Commissario in un Ente Locale, rappresenta da un lato, la più forte estrinsecazione del principio della centralità e dello sovranità dello Stato; dall’altro, costituisce, realisticamente, un’azione di sostegno ed affiancamento alle autonomie locali.
L’Ente Locale, anche grazie al D. Lgs. n. 267/2000, vive di relazioni e dipendenze fortemente connotate rispetto al territorio ed agli interessi strategici locali, impossibili da modificare. In questo senso il commissariamento, espressione di centralizzazione, è filtrato attraverso l’inserimento in un tessuto sociale ed in un quadro politico e gestionale preesistenti, ponendosi oltre la funzione “politica”, come istituto di neutralità, efficacia e trasparenza rispetto all’amministrazione dell’ente.
Attraverso una forte immersione nello spaccato politico, territoriale e dirigenziale di riferimento, il commissariamento, se da un lato è l’effetto di una crisi dell’autonomia locale, può, dall’altro, aprire nuove strade di opportunità e risoluzioni.
|
|
|
|
|